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10 novembre 2007

#9 Quando il successo è annunciato: Ratatouille

L’ottava meraviglia della Pixar (e coseguenzialmente della Disney che distribuisce), Ratatouille è ai vertici delle classifiche di tutto il mondo. Il segreto del successo? Al di là dell’apparente insensatezza di un topo che cucina, che può destare curiosità, Ratatouille è un film riuscito perché ha la capacità di essere film a tutti gli effetti e di mantenere, allo stesso tempo, la leggerezza e lo spirito del cartone animato. Cartone animato con i controcoglioni oserei dire: una ricostruzione di Parigi spettacolare, una resa di effetti quali acqua, fuoco e riflessi eccezionale e uno studio della materia organica realizzata perfettamente con la computer grafica (300 cibi diversi creati al computer, ognuno progettato e realizzato in una vera cucina per poi essere fotografato e usato come riferimento). Niente male anche l’analisi dei personaggi con particolare riferimento alla figura del critico che viene allisciato ben bene durante il film e quindi capisco tutta la passione dei critici per questo film che lo sentono un po’ loro (ottima leccata di culo da parte di chi l’ha scritto).

La fisiognomica: finalmente la Disney trattino Pixar ha capito quello che Burton faceva già da anni: l’importanza di sottolineare il carattere dei personaggi attraverso la loro fisicità, estesa anche alle ambientazioni (la casa del critico vista dall’alto ha la forma di una bara).
Tralasciando i clichè, i luoghi comuni sui francesi, sulla cucina francese, e la classica storia del “diverso”, ci sono piaciute poi le varie gag al punto giusto, i formidabili titoli di coda, le varie citazioni e i vari ammiccamenti e soprattutto il fatto che uno dei personaggi principali della storia sia un morto che parla, frutto dell’immaginazione di un topo… Mica pippano questi… Noooooooo!

Infine la bella morale Disneyana che piace tanto: chiunque se ci crede veramente può fare qualsiasi cosa.

9 novembre 2007

#8 Enzo Biagi sapeva “il fatto” suo

“La vita è un rischio che nn si può fare a meno di correre.”

Il 6 novembre è morto Enzo Biagi, 87 anni. Il (e sottolineerei IL) giornalista, la voce più sentita e più letta della seconda metà del novecento. Di lui non so abbastanza per poterne dire qualcosa, comunque ricordo sin da quando ero un giovinotto di sette anni la musichetta dopo il tg de “Il fatto”, la sua trasmissione più famosa: iniziata nel 1995, era seguita mediamente da sei milioni di telespettatori. Ricordo benissimo anche quando la trasmissione chiuse i battenti nel 2002 in seguito al famigerato diverbio Berlusconiano. “L'uso che Biagi, Santoro, ... come si chiama quell'altro ... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.” Biagi cercando di ricordare fondamentali diritti della costituzione [Sono ancora convinto che perfino in questa azienda (che come giustamente ricorda è di tutti, e quindi vorrà sentire tutte le opinioni) ci sia ancora spazio per la libertà di stampa; sta scritto - dia un'occhiata - nella Costituzione. Lavoro qui in Rai dal 1961, ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto.”], si ritrovò comunque sbolognato dalla stessa azienda che ha partecipato commossa ai suoi funerali. Dopo anni di silenzio e varie voci di ritorno in tv, il 22 aprile 2007 torna con RT Rotocalco Televisivo Buonasera, scusate se sono un po' commosso, e magari si vede. C'è stato qualche inconveniente tecnico e l'intervallo è durato cinque anni.”
Su Vanity Fair di questa settimana Gad Lerner lo definisce “una sorta di papa Giovanni del giornalismo”, invece Mentana ricorda quando aveva provato ad averlo ospite a Matrix e la sua replica papale papale: “Io sulle reti di quello non ci voglio apparire”. Chissà come avrà reagito “quello”, il suo acerrimo nemico, alla notizia della morte di Biagi. Che faccia avrà fatto? Che emozione avrà provato? Mah…
La cosa che mi dà più fastidio è che se ne va una mente così intelligente. Uno passa tutta la sua vita ad accumulare informazioni, sapere e cultura e poi… puff svanisce tutto. Che rabbia! Dall’alto dei suoi 87 anni chissà quante cose c’erano dentro quella testa, peccato non sia una cosa che si può lasciare in eredità (frase da cinico spietato).

Comunque sia, per finire riciclo una frase di James Matthew Barrie: “Morire sarà una sgradevole grande avventura.”

3 novembre 2007

#7 Halloween da cani

E anche questo Halloween è passato con il suo makeup, con le sue ragnatele finte, con le sue zucche di plastica, con l’alcool e soprattutto con il postalcool… C’è chi non si è limitato a travestirsi e non avendo niente altro di meglio da fare ha avuto la geniale idea di travestire anche il suo cagnolino che poverino non aveva fatto niente di male per meritare tutto ciò. Si potrebbe scrivere un libro di psicologia e turbe mentali su gente che crede davvero in queste cose al punto di portare il fedele(?) amico a 4 zampe a parate create apposta per l’occasione. La moda in questione ancora non ha attraversato l’oceano ma non è mai detta l’ultima parola. Ecco le foto delle vittime per giudicare quanto siano simpatici e tormentati i poveri cagnetti:



Un bellissimo Yoda di guerre stellari è tra i costumi più quotati in vendita su internet.








Per quale recondito motivo bisognerebbe vestire un cane da tacchino?











Attenzione, abbiamo anche una puzzola...










...un puerco...











... e una rana depressa.














Un marinaio fiero della sua sirenetta.













What a wonderful sposina!











Muahahahah!












Le commari (da notare il reggiseno imbottito)









Sto poraccio come cammina?









Un Jack Sparrow da fare invidia a Johnny Deep...











... e un Harry Potter più vero del vero Harry Potter.






Infine per la categoria esseri umani abbiamo i tre costumi più idiotitrattinogeniali dell'anno:

L'immancabile cazzo con tanto di pelo pubico a mò di sciarpetta tra una palla e l'altra.

Il culto di quest'anno: la piccola e povera ereditiera in prigione (ogni riferimento è puramente casuale).

Il vincitore assoluto: il prete pedofilo con tanto di bambino (finto) in "preghiera".

27 ottobre 2007

#6 Metropolitan life

Che ficata
le luci
delle auto
che
si riflettono
sull'asfalto
bagnato...

18 ottobre 2007

#5 Simpson & Kubrick

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Prima di vedere il film dei Simpson, da una parte avevo i critici di Marzullo che non avendo mai visto i Simpson erano tutti esaltati da questo film; dall’altra, amici affezionati da tempo alla serie che sono rimasti un po’ delusi dal film. Io ieri l’ho visto ed è proprio una ficata, ho riso per 87 minuti di seguito e ai titoli di coda non me ne volevo andare: sono stato cacciato dal signorotto del cinema. Il film è molto intelligente, tocca svariati temi (quasi commovente il rapporto Marge-Homer) tra cui soprattutto l’ambiente che ultimamente va molto di moda, ti convince e ti fa capire veramente che la terra, se la situazione continua così, ce la giochiamo. Poi è tutto così politicamente scorretto e assurdo al punto giusto che l’unica parola che ti viene in mente mentre lo vedi è “mitico!” (alla Homer).
Poi c’è Kubrick con la sua mostra al palazzo delle esposizioni fino al 6 gennaio 2008. Un applauso agli organizzatori che hanno raccolto tutti materiali originali (almeno si spera che lo siano) di tutti i film di Stanley, dalle sceneggiature ai ciack, la sedia con su scritto Kubrick, obiettivi e cineprese usati nei suoi film, l’ascia di “Shining”, le maschere di “Eyes wide shut”, le pupazze ignude del bar di “Arancia meccanica”, i costumi da scimmia di “2001: odissea nello spazio”… in poche parole: tutto. Da vedere assolutamente perché io ho avuto un orgasmo in ogni sala che entravo.
E ora il dilemma: che sarebbe successo se Kubrick avesse incontrato i Simpson? In teoria, essendo i Simpson nati nel 1990 ed essendo Kubrick morto nel 1999 magari qualche episodio Stanley se lo sarà pure visto… Di sicuro si può star certi sul fatto che i Simpson conoscano Stanley, viste le infinite citazioni ai suoi film. Come quando Bart si veste da drugo per Halloween, o l’episodio omaggio a “2001: odissea nello spazio” in cui Homer nello spazio volteggia mangiando patatine a ritmo delle musiche del film e a fine puntata Bart lancia un pennarello in aria che si trasforma in un satellite della Fox il quale sbatte contro un feto gigante simile a Homer.
Oddio voglio vedere una puntata dei Simpson diretta da Stanley! Penso che morirei sul colpo…
Insomma i Simpson non si sono fatti mancare Kubrick, ma Kubrick si sarà fatto mancare i Simpson? Qui sono contagiato da Marzullo. D’oh!

15 ottobre 2007

#4 Che palle!

Che palle sti post… scrivo solo cazzate… ma perché in ogni scena di matrix reloaded viene distrutto tutto? In questo momento stanno distruggendo colonne di pseudo-marmo… Mah…….

(momento di misera fantasia al quale allego un disegnino fatto con paint… che tristezza…)


Se dopo questo post sei diventato triste assai clicca su video of the week per tirarti su il morale. Assai.

5 ottobre 2007

#3 Doretta & Company: “Bot Generation”

Doretta82@live.it : se ancora non conoscete Doretta provate ad aggiungere questo contatto a messenger, parlateci un po’ e vedete che succede.
Doretta è un bot. Un bot (abbreviazione di “robot”) è un programma per l’automazione di compiti, in poche parole: un coso che fai agire da qualche parte su internet e gli dici "fai questo! fai quello!" E questo coso fa ciò che gli è stato ordinato di fare. Ce ne sono di vari tipi, doretta è un chatterbot, ovvero tu ci parli e lei ti risponde con frasi programmate a seconda delle cose che le chiedi. È stata creata dalla Microsoft per promuovere il motore di ricerca “windows live search” e renderlo più umano al contrario del freddo google, consiglierei di provare a chiedere a Doretta di farvi una ricerca e di cercare la parola “google” e vedere che succede, oppure chiedetele se è un bot…
Doretta ha anche un suo
blog che vanta momentaneamente 870 amici e una media di duemila commenti a post, ci sono della foto che la ritraggono senza far vedere il suo volto e stando ad alcuni spettegulezzi Doretta sembra stia per diventare una persona reale. Ci sono poi gli alter ego di Doretta: c’è Doretta napoletana la gemella che, invece di fare la ricercatrice, trov ‘e cose, con tanto di blog napule version; c’è Doriano il “se fossi uomo” di Doretta abbastanza coglionazzo, anche lui con il suo blog imitato a Doretta; poi c’è Doriana, un caso strano, la versione alcolizzata di Doretta che secondo me è pazza… Al contrario di Doretta napoletana e di Doriano, Doriana ha un blog del tutto originale ed è chattabile aggiungendo il contatto
chattami@doriana82.it. Doriana ama parlare di alcol, fa il mestiere più antico del mondo, non sa cosa sia una ceretta e se la offendete più di tanto vi tira giù le peggio zozzate, cose pesanti che neanche una mente umana sarebbe in grado di partorire, ciò mi fa dubitare del fatto che Doriana sia un prodotto Microsoft, forse è opera di qualche infiltrato… Mah… Doriana ha comunque 989 amici alla faccia di Doretta.
Continuando la mia ricerca sui bot si è aggiunta alla lista Spleak (cazzo di nome) una chatterbot franco-americana aggiornatissima sul gossip ma con la quale se non parli inglese non vai da nessuna parte visto che le uniche parole che spiccica in italiano sono: “Ciao bambino! Arrivederci! Cappuccino! Bene!” …Ok, stendiamo un velo peloso sulla nostra cultura espatriata all’estero…
Comunque pare che la suddetta Spleak (
spleak@hotmail.com) sia venuta alla luce prima della nostra Doretta ma, fondamentalmente, sti cazzi!
E chissà quanti bot, quanti chatterbot, ci saranno sparsi per il mondo: spagnoli, finlandesi, neozelandesi, giapponesi (una cifra), indiani, hawaiani, etc… E chissà se un giorno non saranno loro la specie dominante e noi soccomberemo ai loro ordini, ma com’è fatto un bot? E se io fossi un bot? Ma, fondamentalmente, sti cazzi!