Salve, vi scrivo circondato dalla e immerso nella musica anni 60 (adesso questa per la precisione), devo sfornare un pò di cd per atmosferizzare il locale dell'amore mio che aprirà a breve che si chiama appunto "La dolce vita".
Ultimi spettegolezzi della mia vita: sono stato ad Amsterdam una settimana e ci ho lasciato il cervello quindi per qualsiasi cosa rivolgersi al mio assistente. Fremo perchè tra un po' inizio una scuola di cinema a cinecittà. La mia fattoria su farm-ville è proprio bella tanto e ho appena trovato una pecora nera! La fase "cazzo ma quanto sono povero" ancora non è passata anche se ho sentito parlare di quella nuova lotteria che ti fa vincere 4mila euro al mese per 20anni che non sarebbe affatto male. Aspetto con ansia di vedere i Bastardi di Sir Quentin e la nuova figata di Terry Gilliam con l'ultimo Heath Ledger.
L'amore va alla perfezione apparte lamentele di poca attenzione quindi tiè beccati sta canzone di Vasco (Shhhhkifen) che ti amo da morire.
Quindi tutto sommato vista dall'alto la mia momentanea vita di adesso sembra proprio dolce eccepiace tanto e ci sguazzo dentro che è una maraviglia (come la Ekberg nella fontana)!
"Le storie che si scriveranno, i quadri che dipingeranno, le musiche che si comporranno, le stolte pazze e incomprensibili cose che tu dici, saranno pur sempre la punta massima dell'uomo, la sua autentica bandiera [...] quelle idiozie che tu dici saranno ancora la cosa che più ci distingue dalle bestie, non importa se supremamente inutili, forse anzi proprio per questo. Più ancora dell'atomica, dello sputnik, dei razzi intersiderali. E il giorno in cui quelle idiozie non si faranno più, gli uomini saranno diventati dei nudi miserabili vermi come ai tempi delle caverne."
Dino Buzzati
Per evitare appunto di diventare un nudo miserabile verme dovrei proprio ricominciare a scrivere in questo postaccio. Il problema è: quando?
Sto leggendo "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello e dal lontano 1925 sembra che mi (ci) parli. Questo estratto casca proprio a fagiuolo:
"Ci vorrebbe un po' piú d'intesa tra l'uomo e la natura. Troppo spesso la natura si diverte a buttare all'aria tutte le nostre ingegnose costruzioni. Cicloni, terremoti... Ma l'uomo non si dà per vinto. Ricostruisce, ricostruisce, bestiolina pervicace. E tutto è per lui materia di ricostruzione. Perché ha in sé quella tal cosa che non si sa che sia, per cui deve per forza costruire, trasformare a suo modo la materia che gli offre la natura ignara, forse e, almeno quando vuole, paziente. Ma si contentasse soltanto delle cose, di cui, fino a prova contraria, non si conosce che abbiano in sé facoltà di sentire lo strazio a causa dei nostri adattamenti e delle nostre costruzioni! Nossignori. L'uomo piglia a materia anche se stesso, e si costruisce, sissignori, come una casa.
Voi credete di conoscervi se non vi costruite in qualche modo? E ch’io possa conoscervi, se non vi costruisco a modo mio? E voi me, se non mi costruite a modo vostro? Possiamo conoscere soltanto quello a cui riusciamo a dar forma. Ma che conoscenza può essere? E forse questa forma la cosa stessa? Sí, tanto per me, quanto per voi; ma non cosí per me come per voi: tanto vero che io non mi riconosco nella forma che mi date voi, né voi in quella che vi do io; e la stessa cosa non è uguale per tutti e anche per ciascuno di noi può di continuo cangiare, e difatti cangia di continuo.
Eppure, non c'è altra realtà fuori di questa, se non cioè nella forma momentanea che riusciamo a dare a noi stessi, agli altri, alle cose. La realtà che ho io per voi è nella forma che voi mi date; ma è realtà per voi e non per me; la realtà che voi avete per me è nella forma che io vi do; ma è realtà per me e non per voi; e per me stesso io non ho altra realtà se non nella forma che riesco a darmi. E come? Ma costruendomi, appunto.
Ah, voi credete che si costruiscano soltanto le case? Io mi costruisco di continuo e vi costruisco, e voi fate altrettanto. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale dei nostri sentimenti e finché duri il cemento della nostra volontà. E perché credete che vi si raccomandi tanto la fermezza della volontà e la costanza dei sentimenti? Basta che quella vacilli un poco, e che questi si alterino d'un punto o cangino minimamente, e addio realtà nostra! Ci accorgiamo subito che non era altro che una nostra illusione.
Fermezza di volontà, dunque. Costanza nei sentimenti. Tenetevi forte, tenetevi forte per non dare di questi tuffi nel vuoto, per non andare incontro a queste ingrate soprese.
Mi ci voleva un terremoto per tornare a scrivere in questo postaccio.
Stamattina tutti che si raccontano la loro "scossa" esperienza notturna, tutti che cercano di raccimolare un pò di coraggio dalle paure altrui. Forse ho una visione un pò troppo cinica delle cose ma credo che questo scossone è servito a ridimensionare la convinzione di onnipotenza che è dentro di noi. Siamo infinitamente piccoli e impotenti purtroppo. Ma che cazzo scrivo?Bah...Penso troppo! Penso troppo! Vabbè, apparte questo mi sa tanto che sono innamorato all'ennesima potenza e il mondo è tutto rosa. Che palle! Vedo di rendere questo post una cosa un pò più decente quando arrivo a casa. Cià! . . .
Eccomi a casa. Provo a cercare qualche immagine carina ma la voglia di mettermi a fotoscioppare è pari a zero. Cerco su iutub la parola "earthquake" e all'improvvisono spuntano loro: i "Sexual Eartquake in Kobe", un allucinante gruppo di ragazzini francesi che fanno dance music. Un pò stonatelli e acerbi ma se crescono bene possono tirare fuori qualcosa di buono. Tipo questo loro video: un pò stonatello e acerbo ma pur sempre qualcosa di buono. No?
Ecco fatto: confezionato un post diciamo decente. Addio.
p.s. Sono finalmente riuscito a vedere Milk e volevo semplicemente dire grazie a Gus Van Sant che sicuramente legge il mio blog.
Ed ecco finalmente risorta la rubrica di cinema della domenica: Accumulo tante di quelle sfighe ultimamente che ho un represso desiderio di picchiare a sangue qualcuno. Ragionandoci sopra sono giunto alla conclusione che non è un atto correttissimo dal punto di vista etico, sociale e civile. Decido dunque di sfogarmi con l'amata celluloide e mi divoro "Arancia meccanica" di Stanley Kubrick e "Funny Games" di Michael Haneke. Rivedere i capolavori è una cosa meravigliosa: magari cresci dall'ultima visione, capisci più cose e loro si riconfermano capolavori. Ma quante soddisfazioni che mi dai Stanley! La cazzo di perfezione in ogni singola misera inquadratura; Alex (a-lex = senza legge): un genio vittima della sua immaturità; il design; gli arredamenti; la comicità; la surrealtà; la catarsi; il libero arbitrio; le scelte... Stanley ti amo. "Un film che mostra la violenza per esserne un contro-manifesto" dice Tiziano Sossi eppoi basta non aggiungo nient'altro perchè non vorrei deturpare un gioiello di film con le mie stupide parole. In Funny Games troviamo invece una critica alla spettacolarizzazione della violenza: continuiamo tranquillamente a prepararci la cena anche se alla tv ci sono immagini sconvolgenti; una televisione che gronda sangue non ci fa nessun effetto; siamo vittime di noiosi zapping compulsivi; controlliamo il tempo con il tasto rewind. Il furbo Haneke trasforma il tutto in film donandoci nel 1997 questo prezioso lungometraggio, non contento del successo austriaco clona e americanizza l'opera nel 2007. Mal di testa, nausea e fastidio provati a fine visione sono la giusta ricompensa per un pubblico complice dei delitti commessi: ci piace e ci fa stare meglio vedere qualcuno che sta messo peggio di noi. Degni di nota: la fotografia ci regala un iniziale bianco accecante che si incupisce con l’evolversi della vicenda; l’infinita ciclicità della storia che ci fa capire che la nostra sete di intrattenimento è infinita; la musica di John Zorn che contrasta in maniera efficacissima con la musica classica; e la scena delle uova (dalla quale parte tutto) semplicemente sublime. Inutile parlare della straordinaria bravura degli attori. Tanto per rimanere in tema qui ci stava bene "Violently happy" di Bjork ma siccome la puttanona è gelosa dei suoi diritti, su youtube il video non c'è, io rosico e non ce lo metto. Tiè Bjork, tièèèèèèè!!! Vi beccate quindi i trailer dei due film che sono molto meglio del video di Bjork:
Buuuuu Bjork buuuuuuuuuuu!!!! "È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo." “Mai sottovalutare il potere dello spettacolo”
Sono venuto a contatto con questa meraviglia e ve la racconto: QOOB tv è un canale televisivo godibile sul digitale terrestre e in streaming su internet: un grande contenitore di video musicali, corti cinematografici, animazioni e tante belle cosine.
Lo spettacolare sito che accompagna il tutto raccoglie i video dei vari utenti iscritti alla community e i più meritevoli vanno in onda. Nella sezione commisioning vengono organizzati di tanto in tanto dei contest e i vincitori vengono retribuiti con un bel pò di money. Bello, vè? Una superba iniziativa che accoglie i giovani filmmaker (o aspiranti tali) donandogli un piccolo scopo nella vita che potrebbe essere un ottimo punto di inizio. Abbiamo poi sinniori e sinniori la sezione musica con tante belle cosine di gente che in teoria non è nessuno ma che produce tante piacevoli note. Ascoltare per credere. Il resto del sito ve lo esplorate voi, io ho fatto abbastanza per oggi. Consiglio la visione di QOOB in momenti di particolare fattanza. Come assag.gino ecco un episodio di FurTv, la mia serie preferita, una parodia di "Paura e delirio a Las Vegas" a dir poco geniale.
E come seconda portata da degustare: "Wannabe a filmaker" una serie di tutorial buffi e strepitosi per avvicinare i comuni mortali alla settima arte.
Se non vedete questi due video dall'inizio alla fine siete dei coglioni. A chi interessasse, chiedo scusa per la mia schifosa costanza nell'aggiornare questo spazio. Giuro di impegnarmi di più. Seeee, pare vero... E soprattutto giuro sulla mia tomba che un giorno la rubrica di cinema della domenica rivedrà la luce. Credici.